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IIC  ha festeggiato 50 anni !

 

L'Istituto Internazionale delle Comunicazioni ha festeggiato, l'8 novembre 2012, con una festa presso la propria sede, villa Piaggio, 50 anni di attività.

L'IIC è infatti stato fondato, nel 1962,  dagli stessi enti genovesi che avevano dato precedentemente vita ai Congressi Colombiani - Comune, Università, Provincia, C.A.P., Camera di Commercio, Cassa di Risparmio - con, in più, la Fiera Internazionale, l'E.P.T., e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.).  Nel 1964 (D.P.R.1656 del 16.12.1964) ha conseguito il riconoscimento della personalità giuridica nonché l'approvazione dello Statuto come ente non commerciale. 


Per l'occasione è stato anche distribuito il libro "1962-2012 DALLO SPUTNIK AL TERZO VALICO" cinquant'anni dell'Istituto Internazionale delle Comunicazioni a cura di Fabio Capocaccia e Alberto Cappato.


Volume realizzato con il contributo di fondazione Carige


Realizzazione editoriale Nexo, Milano


Per richiedere una copia del libro vi preghiamo di scrivere a: info.iicgenova@gmail.com



Riportiamo la Prefazione di Fabio Capocaccia, Presidente IIC:


 Ripercorrere, come questo libro si propone di fare, i 50 anni di attività dell’Istituto Internazionale delle Comunicazioni (IIC) significa rileggere in un certo senso la storia della città di Genova, delle sue industrie, del porto, dell’Università, sotto un angolo particolare. Che è quello delle Comunicazioni, perché questo è l’oggetto dell’attività dell’IIC: Comunicazioni intese, come si usava al momento della sua fondazione, nel senso lato di circolazione di persone, oggetti, informazione.

Le motivazioni alla base della costituzione dell’IIC appaiono chiaramente negli atti e nelle delibere del Comune di Genova (significativa, nel primo capitolo del libro – le motivazioni -, è la ricostruzione di Bruno Orsini, testimone personale delle fasi istitutive del progetto, dall’ideazione, alla gestazione, alla realizzazione dell’Istituto). La Città di Genova, che aveva dato i natali a Cristoforo Colombo, non poteva non proporsi, sul panorama internazionale, come punto di riferimento del dialogo e della mobilità, nella loro accezione più vasta: il viaggio di Colombo diventa il simbolo della comunicazione tra i popoli, comunicazione di idee, di informazioni, ma anche spostamento fisico di merci e di persone.

Lo strumento più adatto appare sin dall’inizio un Convegno scientifico internazionale annuale, da svolgersi nell’anniversario colombiano del 12 ottobre, a cui affiancare prestigiosi Premi internazionali. Dopo alcuni anni di gestione diretta da parte del Comune, appare evidente la necessità di creare una struttura ad hoc per l’organizzazione e la gestione del Convegno e del Premio, sotto la forma giuridica di un Istituto Internazionale, e nel ’62 viene creato appunto l’IIC.

Genova si sarebbe così proposta come crocevia di scambi tra civiltà e tra tecnologie. Ogni nuovo apporto scientifico e tecnologico afferente al tema delle comunicazioni sarebbe stato presentato e dibattuto a Genova direttamente dai protagonisti invitati al Convegno o destinatari del Premio. Questa iniezione di innovazioni ed esperienze avrebbe quindi consentito alla città di realizzare un primo obiettivo: accreditarsi presso la comunità scientifica internazionale come punto di riferimento nei trasporti e nelle comunicazioni. Nella prospettiva – e questo è il secondo obiettivo – di presentarsi essa stessa in un secondo tempo come soggetto realizzatore e produttore di tecnologie negli stessi settori.

I primi dieci anni di attività dell’Istituto realizzano il primo  obiettivo. Nel secondo capitolo del libro – le origini - Massimo Zamorani ricostruisce la storia delle grandi innovazioni aeree, spaziali e satellitari che caratterizzano il panorama mondiale degli anni 50 e 60, attraverso le testimonianze – e le vicende - dei protagonisti ospiti della nostra città in quanto relatori ai nostri Convegni e spesso assegnatari dei nostri Premi.

Vale la pena di proseguire nel percorso, ed esaminare come si possa ritenere che, molto parzialmente ed in alcuni casi specifici, anche il secondo obiettivo sia stato realizzato: e il Convegno diviene la sede della presentazione internazionale di alcuni importanti risultati conseguiti e sviluppati nel tessuto industriale ed universitario di Genova. Per meglio illustrare questo punto, molto importante, è opportuno fare un passo indietro.

Negli anni in cui l’Istituto Internazionale delle Comunicazioni iniziava la sua attività e attirava su Genova, nel nome di Cristoforo Colombo, personalità mondiali di alto profilo, la città iniziava un percorso virtuoso che la doveva portare nel giro di pochi decenni ad assumere posizioni rilevanti e a realizzare alcuni primati internazionali, proprio nel settore dei trasporti.

E’ significativo osservare che è ancora lo stesso soggetto – IIC – che porterà in molti casi le realizzazioni genovesi alla ribalta internazionale, attraverso sia il Convegno Colombiano, sia una serie sempre più nutrita di convegni monografici dedicati di volta in volta ai temi più attuali dello sviluppo tecnologico.  Si potrebbe dire: dopo “il mondo a Genova”, lo stesso Istituto e gli stessi strumenti vengono utilizzati per portare Genova nel mondo….

Nel 1962, anno della sua costituzione, l’Istituto si dota di uno statuto, che oggi, a 50 anni data, appare sorprendente  per la sua attualità. Il Comitato scientifico si articola in sette sezioni: Trasporti terrestri, marittimi, aerei, spazio, telecomunicazioni, teoria dell’informazione, tecniche di diffusione delle informazioni (si noti ad esempio lo spazio dedicato alle informazioni, quasi si prevedesse, già nel ’62, lo sviluppo incredibile del settore, dal personal computing alla multimedialità). Se nella fase iniziale, come si è visto nel capitolo precedente, l’interesse si era orientato in prevalenza verso i settori dove più spettacolari erano le innovazioni (aereo, spazio), nel decenni successivi si verifica un riequilibrio sostanziale tra le sezioni di attività, così come tra le modalità di trasporto. Nei trasporti terrestri, dopo un memorabile convegno sui grandi trafori autostradali (…….), si sposterà l’accento sulle ferrovie (……) e si avvierà un filone di estremo interesse sull’automazione navale. Le telecomunicazioni, o meglio l’ICT (Information & Communication Technology), inizieranno un percorso che in 50 anni porteranno alla rivoluzione del modo di comunicare e del modo di vivere: e questo sarà ampiamente registrato negli Atti dei Convegni.

In questo stesso periodo, la città attraversa una fase di profonda ristrutturazione industriale, trainata dalla presenza a Genova di alcune grandi aziende capogruppo delle Partecipazioni statali.

Gli anni 60 vedono nell’ITALSIDER il polo trainante dello sviluppo industriale cittadino. La realizzazione dello stabilimento a ciclo integrale Oscar Sinigaglia, a filo di banchina, appena completato nel precedente decennio, rappresenta da un lato il terreno ideale per l’applicazione dell’automazione dei processi continui, dall’altro un punto di riferimento culturale che attraverserà la vita stessa della città. Si pensi alle riviste prestigiose che ruotavano intorno alla “civiltà del ferro” (rivista Finsider, Civiltà delle Macchine), alla lamiera decorata di Eugenio Carmi, alla divisione informatica dell’Italsider che nei momenti di massimo splendore arriverà ad occupare varie centinaia di tecnici ad alta specializzazione.

Negli anni 70 l’ASGEN, che aveva nel frattempo cambiato nome rivitalizzando il glorioso marchio ottocentesco ANSALDO, avvia un processo di ristrutturazione che la porterà rapidamente a configurare un nuovo modello di gestione: il “raggruppamento” come sub-holding all’interno delle holding IRI di settore, nella fattispecie la Finmeccanica.  ANSALDO, che aveva costruito al proprio interno una solida esperienza proprio sui processi continui dei laminatoi ITALSIDER, diversifica la sua attività creando una divisione Automazione (AUVA poi DAU) che in pochi anni estende le applicazioni del controllo di processo all’energia (produzione e distribuzione), ai trasporti ferroviari e stradali, alla condotta delle navi.

Negli anni 80 ITALIMPIANTI raccoglie il testimone e si profila come veicolo impiantistico per l’esportazione di queste due tradizioni (siderurgia e automazione) in tutto il mondo. Il porto, che nell’83 aveva raggiunto il punto più drammatico della sua crisi (il capodanno 1984 non venne salutato, come era tradizione, dalle sirene perché non c’erano navi in porto, così narravano le cronache) si risolleva per effetto della riforma dei libri blu di Roberto D’Alessandro. La città si prepara al grande evento del Cinquecentenario Colombiano: fervono idee, si sviluppano progetti, si vola a Roma per reperire finanziamenti pubblici.

Dal ’90, Porto e città si trovano uniti nel trarre ogni possibile occasione di crescita e di sviluppo dagli appuntamenti che scandiscono i successivi 15 anni: dopo Colombo (’92), arriva il G8 nel 2001 e Genova - Capitale Europea della Cultura nel 2004. Sono innumerevoli le opere che trovano, dopo decenni di attesa, il loro compimento: il Teatro Carlo Felice, il Palazzo Ducale, i Magazzini del Cotone e l’Acquario, le Stazioni Marittime, i Palazzi dei Rolli, oltre a realizzazioni squisitamente portuali come l’aerostazione, Calata Sanità e Voltri.

Si può dire che dagli anni 90 al 2004 protagonista dello sviluppo è la città stessa con il suo porto: la città si riscopre meta turistica e culturale (implode nel suo centro storico, come dirà Renzo Piano) e il porto risanato stabilisce anno per anno nuovi record raggiungendo nel 2000 la soglia fatidica del milione di contenitori  e superandola negli anni seguenti.

In tutto questo periodo, l’Istituto che aveva inizialmente operato come attrattore su Genova di esperienze internazionali, rivolge progressivamente il proprio interesse sugli sviluppi che a Genova cominciano a costruirsi, offrendo il Convegno Colombiano come sede di dibattito e di divulgazione di ciò che Genova dimostra, anno dopo anno, di essere in grado di produrre. A questa fase dell’attività dell’IIC è dedicato il terzo capitolo – il contributo di Genova nel campo delle comunicazioni -  che ricostruisce la storia di alcune importanti realizzazioni genovesi, che nascono nelle industrie, nel porto, nelle facoltà universitarie.

E’ sorprendente constatare, infatti, come negli Atti dei Convegni si trovino, chiaramente esposte e presentate per la prima volta ad un uditorio internazionale, le descrizioni di alcuni progetti che hanno fatto la storia dello sviluppo dei trasporti:

-       Il nodo ferroviario di Genova, il primo impianto europeo di automazione ferroviaria con calcolatore, realizzato da ANSALDO

-       Il progetto Esquilino, prima comparsa di un calcolatore a bordo di una nave, avviato dall’università e dal CNR

-       Il progetto “città navale”, affidato dal Comune all’IIC, in cui vengono raccolte le idee sul Waterfront genovese, con il primo schizzo di Renzo Piano sui Magazzini del Cotone ben 6 anni prima della sua realizzazione

-       Il sistema VTS, nato a Genova presso la società Sistemi e Telematica del Porto, che si affermerà come standard nazionale, poi mediterraneo, per la gestione del traffico marittimo.

Il tema del rapporto tra città e tecnologie assume un ruolo centrale nel Convegno delle Comunicazioni, a partire dall’edizione del 1994, che significativamente si intitola “Città anni ’90: comunicazioni Trasporti e informazione nell’area metropolitana”. Il convegno si chiude con una Tavola Rotonda sul caso Genova, presieduta dal Sindaco. L’esperienza diviene una consuetudine, ripetuta nelle due edizioni successive, e inaugura una terza fase della storia dell’Istituto, proiettata sui problemi della città e sul supporto alle Istituzioni, e descritta nel quarto capitolo “una nuova missione”.

L’Istituto gradatamente si trasforma, da organizzatore di convegni, a centro studi a disposizione della città e dei suoi problemi prioritari. Viene modificato lo statuto in modo da consentire l’esecuzione di contratti di sviluppo. La proiezione internazionale viene mantenuta, ma soprattutto orientata ai rapporti con la Commissione Europea, che vede l’IIC sempre più spesso a fianco dei soggetti pubblici e privati in funzione di supporto e di competenza comunitaria.

Prima di chiudere, vorrei riportare una testimonianza diretta, significativa, del Sindaco Pertusio nel suo intervento di saluto[1] al Convegno del 1964 sui Grandi Trafori Stradali, a due anni dalla avvenuta costituzione dell’IIC.

Pertusio era reduce da un’udienza con il Pontefice Paolo VI, accordata qualche giorno prima, nella quale, sono le sue parole riportate negli Atti del Convegno, “rappresentavo, con la passione che non mi manca, la vita, le vicende, le iniziative della nostra Comunità Genovese. … Proprio sul tema delle Comunicazioni ho consegnato a Sua Santità – e perciò ho voluto che accanto ai Rappresentanti di Genova fosse presente anche il Presidente dell'Istituto, Sen. Corbellini – la documentazione dell'impegno di Genova: i volumi degli Atti dei Convegni Internazionali delle Comunicazioni che sino ad oggi sono stati tenuti nella nostra Città. Volumi che costituiscono un materiale prezioso, una documentazione di alto interesse nella panoramica generale delle Comunicazioni. E consegnandoli ho detto che la nostra aspirazione è l'acquisire conoscenze tecniche e scientifiche per offrire indicazioni utili agli uomini nell'incessante cammino del progresso, e nel contempo, favorire, incoraggiare, esaltare l'aspirazione degli uomini a realizzare la vicinanza fra i popoli.”.

Il Sindaco Pertusio è senza dubbio la persona che più ha creduto nell’esigenza di proiettare Genova nel circuito internazionale: ed è alla sua convinzione, e alle sue conseguenti azioni politiche e amministrative, che si deve la costituzione dell’Istituto di cui quest’anno si celebra il Cinquantesimo della fondazione.



[1] Simposio Internazionale del Grandi Trafori Stradali, Palazzo dei Congressi della Fiera Internazionale, Genova, 11 giugno 1964